Metodologia SCRUM nella consulenza finanziaria?

L’anno scorso ho partecipato ad una ricerca nell’ ambito di una tesi di laurea magistrale presso il Politecnico di Torino in cui mi sono occupato di modellizzazione per il project management.

Al di là del tema specifico, decisamente interessante, mi sono imbattuto nella metodologia SCRUM ed ho dovuto seguire il corso e conseguire la relativa certificazione internazionale che vedi qua sotto.


Il percorso, come spesso accade, mi ha risvegliato dei collegamenti mentali che ci tengo a condividere per la loro estrema pertinenza con l’ambito della consulenza finanziaria.

Collegamenti che possono aiutarti a lavorare meglio e con maggiore soddisfazione economica ed emotiva.

Innanzitutto, cos’è SCRUM.

Niente di meglio che riportare la definizione di Sutherland:

“Scrum è un framework di processo utilizzato dai primi anni novanta per gestire lo sviluppo di prodotti complessi. Scrum non è un processo o una tecnica per costruire prodotti ma piuttosto è un framework all’interno del quale è possibile utilizzare vari processi e tecniche. Scrum rende chiara l’efficacia relativa del proprio product management e delle proprie pratiche di sviluppo così da poterle migliorare.’
(Jeff Sutherland, La Guida a Scrum™)

Per chi fosse curioso di approfondire riporto il link diretto alla voce su Wikipedia. Qua per questioni di spazio preferisco parlare degli aspetti salienti che possono essere applicati alla consulenza finanziaria.

Questa modalità di gestire un progetto (in questo caso non un software, ma un rapporto con un investitore) nasce in contrapposizione alla metodologia classica in cui tutte le fasi del progetto vengono stabilite a monte, con dovizia di particolari.

Ecco, se hai presente quei piani di investimento, risparmio e protezione super elaborati che si fanno con i clienti in ottica di life planning sai di cosa sto parlando. Sono piani per la cui elaborazione è richiesta la conoscenza di molti elementi del nostro assistito, alcuni dei quali appartengono al futuro, e quindi, per loro natura e ontologia, non definibili a priori; ed altri suscettibili di grandi cambiamenti nel corso del tempo.

Il risultato, il più delle volte, si traduce in un super piano esteticamente bellissimo ma che non ha alcuna possibilità di essere seguito. Con la conseguenza che, dopo una fase di ‘innamoramento’ iniziale carico di aspettative, il rapporto si logora e diventa una routine poco stimolante e per nulla efficace (per nessuna delle parti in gioco, risparmiatore e consulente)

– Primo perchè le ipotesi del piano sono necessariamente forzate e troppo definite
– Secondo perchè se salta un nodo del piano, gli altri saltano a catena e la macchina ci scoppia in faccia.

Si tratta quindi di un piano fragile. Per il consulente e per il cliente.

La metodologia SCRUM, al contrario, è perfetta in fasi di cambiamenti continui ed endemici. Si basa sulla massimizzazione del risultato atteso, definito secondo criteri di accettabilità tra le parti in gioco, con un limite temporale di aggiustamento molto più ristretto. Quindi un ciclo di obiettivi, una fase di retrospettiva per verificare cosa si è fatto, una valutazione, la raccolta di nuovi elementi da sviluppare (backlog), la definizione delle priorità e da qui l’inizio di un altro ciclo.

Il processo è sempre sotto il nostro controllo, i problemi si risolvono appena si presentano, le direzioni si aggiustano prima che sia tardi.


Attenzione perchè adottare un approccio derivato da SCRUM non significa affatto ridurre l’orizzonte temporale dell’ investimento, anzi. Vengono invece ridotti gli elementi del progetto, che sono ‘digeriti un boccone alla volta’, in un processo continuo. In un ambiente reale, in cui tempo e denaro sono risorse limitate, il processo di consulenza e pianificazione diventa estremamente più pratico ed efficace.

Ovviamente detto così è un assaggio al bancone degli aperitivi, ma per applicarlo nella pratica occorre fare qualche passo in più.

Inoltre lo SCRUM è stato concepito come framework di processo in un settore differente, e di conseguenza sono necessari parecchi adattamenti al campo della consulenza finanziaria e patrimoniale che hanno richiesto tempo e lavoro da parte mia. I concetti sono mutuati da lì, ma l’adattamento al contesto è assolutamente necessario.

La natura del processo SCRUM lo rende estremamente utile per gestire quei progetti in cui le esigenze, i punti chiave (obiettivi, imprevisti, rischi) e le variabili esterne (fai conto i mercati, i tassi etc) mutano rapidamente.

Hai presente la consulenza finanziaria? Direi che rientra a pieno titolo sul podio delle attività in cui il cambiamento rappresenta il pane quotidiano.

Non è un segreto che la vita nel 2021 sia abbondantemente meno prevedibile di quella degli anni ’90 in cui molti di noi si sono affacciati al mondo del risparmio
Oggi la percentuale di chi si trova a cambiare lavoro/ mansione nel corso della vita è cresciuta rapidamente, i matrimoni hanno un durata media inferiore, la coesione inter generazionale è diminuita e la normativa sul welfare si è evoluta di più negli ultimi 10 anni rispetto ai 50 anni precedenti. Tutto questo rende poco realistico pensare di utilizzare i vecchi stilemi della consulenza finanziaria.

La parola d’ordine è che un piano deciso all’ inizio, da seguire con scrupolo, è diventato non solo INUTILE ma addirittura DANNOSO.
Ed è il motivo per cui molti professionisti iniziano a ragionare alla giornata (creando anche una situazione di stress psicologico che andremo ad analizzare in un altro articolo)

Quindi entrare in una ottica SCRUM può essere estremamente utile per ristrutturare la propria carriera ed il proprio modo di assistere i clienti. Perché fare il classico piano dettagliato ed immutabile è inutile e dannoso, ma vivere alla giornata lo è altrettanto perchè ci mette la testa nel peggiore degli incubi: Il rapporto con il nostro cliente diventa dipendente dal mercato, quindi completamente fuori dal nostro raggio di azione e indipendente dalla nostra dedizione al lavoro e dal nostro impegno (frustrazione)

Insomma: pianificare si, ma con una metodologia che sia nativamente adatta a prosperare nel cambiamento.

Cosa fare se questo articolo ti ha incuriosito.

Come analista di dati e di processi ho imparato che nelle casistiche di ciascuno ci sono due tipi di tratti:

– Quelli comuni alla categoria, per cui ho sviluppato una metodologia apposita e testata, diciamo che è la fase che ho studiato e realizzato ‘in azienda’
– Quelli soggettivi e peculiari di ciascuno di noi che cambiano da professionista a professionista, per cui è necessario declinare insieme come la metodologia SCRUM possa aiutare il consulente finanziario a migliorare il rapporto con il proprio cliente. Diciamo che è la fase che faccio personalmente con i consulenti finanziari miei clienti. (E che magari potrebbe essere utile fare anche con Te).


E questo è assolutamente prioritario perchè non c’è nulla di peggiore, di meno realizzabile che stravolgere il metodo di lavoro che stai utilizzando e con cui hai confidenza.

A questo punto, se sono riuscito a trasmetterti un pezzetto dell’ entusiasmo che ho maturato per questo metodo super pratico, o anche solo una sana curiosità mi puoi contattare ai recapiti qua sotto, scambiamo due parole e vediamo di capire se e come esistono i presupposti per una consulenza strategica su come applicare questo metodo per mettere in leva le tue capacità professionali con i tuoi clienti.